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I rivelatori passivi a microonda

I rivelatori passivi a microonda basano il loro funzionamento sull' analisi dello spostamento di frequenza che si ha quando un' onda elettromagnetica, prodotta da un oscillatore a microonda a bassisima potenza irradiata nell' ambiente protetto, colpisce un bersaglio in movimento. La frequenza del segnale riflesso verso la sorgente viene comparata con quella emessa e produce un segnale la cui ampiezza è proporzionale alla dimensione del bersaglio. Se il bersaglio non si muove il risultato è una frequenza pari a 0 HZ. Se invece il bersaglio si muove, l' onda elettromagnetica riflessa verso il rivelatore varia in ampiezza a seconda che il bersaglio si avvicini o si allontani dal rivelatore stesso. La tecnica adoperata per il funzionamento di questi rivelatori è derivata da quella impiegata nell' aeronautica militare per l' intercettazione dei velivoli, meglio conosciuta come tecnologia Radar (Radio detection and ranging). A differenza dei radar per impiego militare, però, questi sensori non analizzano la distanza del bersaglio, ma la rivelazione si basa semplicemente sulla valutazione del movimento. Questo impedisce al sensore di capire se il bersaglio è grande ma lontano, oppure piccolo ma vicino, perciò in fase di installazione in ambienti esterni, o in condizioni particolarmente "disturbate" questo rivelatore va utilizzato con molta cautela. Il rivelatore passivo a microonda viene impiegato in ambienti interni come stanze, corridoi ed è molto difficile da sabotare, per cui il suo impiego è indirizzato in applicazioni ad alto rischio.

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