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Il rivelatore inerziale piezoelettrico

Un rivelatore inerziale piezoelettrico sfrutta le proprietà di alcuni cristalli, di generare una differenza di potenziale quando sono sottoposti ad una sollecitazione meccanica. Di solito questo tipo di rivelatore è composta da una sottile piastrina contenente uno strato di cristallo di quarzo, che a seguito di un urto esercitato sulla superficie dove l' inerziale è installato, produce una lieve corrente elettrica. Questa corrente viene gestita e analizzata da un' apposita scheda di elaborazione (da non confondere con la scheda di elaborazione degli inerziali a contatto) che ne permette la conversione in un segnale in grado di essere interpretato da una centrale di allarme. Ad una scheda di analisi è possibile collegare piu' rivelatori inerziali, in questo modo però, i rivelatori non sono individuabili singolarmente. Per individuarli singolarmente, ogni rivelatore dovrebbe essere collegato ad una propria scheda di analisi, ma in questo modo si andrebbe a vanificare il basso consumo di corrente che esso richiede, ma soprattutto si andrebbe a far lievitare i costi di installazione. Solitamente i rivelatori inerziali piezoelettrici vengono installati su superfici murarie, vetrate, recinzioni e infissi, anche in ambienti esterni, in quanto hanno il vantaggio di non risentire di problemi legati all' ossidazione dei contatti elettrici in quanto essi sono praticamente inesistenti. C' è da dire tuttavia, che esso è un rivelatore che, anche se con qualche difficoltà, può essere sabotato, pertanto il suo impiego è limitato ad applicazioni di basso o medio  rischio.

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