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Telecamere montate sulla divisa dei poliziotti che svolgono servizio di ordine pubblico. Il Viminale ha dato il via alla sperimentazione. Per il momento si tratta solamente di un esperimento di sei mesi nelle due città, Roma e Milano, dove più frequentemente si tengono cortei. Ma se dovesse funzionare il progetto verrà esteso ad altre città.

L'introduzione delle telecamere  è volta a ridurre gli incidenti, scontri e comportamenti violenti da ambo le parti. Dove sono stati utilizzati dispositivi di ripresa digitale, infatti, gli scontri sono diminuiti, come pure le polemiche e le denunce.

Per fissare i criteri di impiego, nelle prossime ore sarà diramata una circolare alle questure e alle prefetture. Ma le regole sono già state decise. Saranno i capisquadra dei reparti mobili a tenere la telecamera. Ognuno di loro «governa» un gruppo di dieci agenti e questo vuol dire che le riprese riguarderanno almeno 1.500 uomini. Naturalmente il raggio d’azione sarà molto più ampio e in caso di situazioni critiche è previsto che il funzionario più vicino si posizioni in modo da documentare quanto sta accadendo con l’obbligo di riprendere che cosa fanno tutte le parti coinvolte e quindi anche con la possibilità che siano più telecamere a filmare la scena.

Le telecamere sulle divise dei poliziotti diventerebbero così un occhio imparziale che darebbe la possibilità di fare delle valutazioni a tutela di tutti.

Affari Italiani

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