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Le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza piazzate per strada sono diventate fondamentali nelle indagini della polizia su delitti e rapine. E l'inchiesta attualmente in corso per l'omicidio del piccolo Loris a Santa Croce Camerina lo dimostra. Ma quante e dove sono le telecamere installate sulle nostre teste? Nessuno ne conosce il numero totale e come effettivamente vengano usate. La reazione di fronte a questa non conoscenza è duplice: c’è a chi non interessa più di tanto essere ripreso, monitorato se questo serve davvero a garantire la sicurezza e chi invece lo vive come una totale violazione della propria vita privata.
In mezzo c’è la legge: quella sulla privacy e sulla tutela dei dati sensibili a cui tutto si rimanda. Non esiste, infatti, un'autorizzazione preventiva alle installazioni delle telecamere o un monitoraggio del loro utilizzo. Esiste solo un provvedimento in materia di videosorveglianza diramato l’8 aprile 2010 (obbligo di informare con un cartello, di cancellare le immagini dopo 24ore e il divieto di installare software per il riconoscimento della persona). Ma il Garante della Privacy si attiva su segnalazioni singole in caso di violazione. Tutto qui.
Fino a poco tempo fa notizie riportate dalla stampa, ma senza fonte certa, parlavano di oltre 2 milioni di telecamere in Italia, una ogni 35 abitanti. Sarebbe il dato più alto in Europa dopo quello britannico: una ogni 20 abitanti per un totale di oltre 4 milioni. Inarrivabile, invece, la Cina con il suo rapporto di una ogni 14 abitanti.
Visto che non esiste da noi un obbligo di autorizzazione al montaggio, è impossibile anche conoscere il numero di quelle installate dai privati. E non devono essere poche, visto che ormai il loro costo non supera le poche centinaia di euro nei principali e-shop. Per un mercato totale che, solo in Italia, è stimato in diverse centinaia di milioni di euro. Ambasciate, banche, abitazioni private, scuole, uffici. Chissà quanti occhi elettronici ci spiano in silenzio.
Sempre secondo notizie di stampa non ufficiali, un cittadino di Milano viene immortalato dalle 30 alle 40 volte al giorno.
Non è dato sapere, nemmeno, il numero delle telecamere installate da soggetti istituzionali. Comuni, Province, Regioni, Ministeri, Forze dell’Ordine, Esercito. Ogni realtà fa capo a un soggetto diverso e non esiste un dato aggregato nazionale. Loro, però, le telecamere, continuano a funzionare, giorno dopo giorno, e a documentare quanto facciamo e quanto succede. Più di una volta le immagini delle telecamere sono state fondamentali per risolvere casi di cronaca nera: l’omicidio di una ragazza con un ombrello nella metropolitana di Roma, la bomba davanti alla scuola di Brindisi, l’omicidio Musy a Torino... Anche nelle indagini per l’omicidio del piccolo Loris a Santa Croce Camerina le immagini di telecamere private stanno avendo un ruolo chiave. Senza contare i video registrati all'interno di case di cura nei casi di violenze su anziani e disabili o quelli utilizzate dalle forze dell’ordine per smascherare falsi invalidi o documentare la flagranza di un reato. Per ora, dunque, dobbiamo rassegnarci ad essere ripresi e controllati e senza nemmeno sapere quando questo avvenga. Come dire, conviene non delinquere.

Io Donna

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